DA COSTA A COSTA”Tour dell’Appennino”

Vivere una esperienza, fare una bella passeggiata da costa a costa e attraversare l’Appennino Tosco-Romagnolo su tragitti non convenzionali e territori poco conosciuti.
Partendo da una qualsiasi zona della riviera Adriatica giungere a Castel Bolognese nella provincia di Ravenna e prendere la regionale Casolana-Riolese. Dalla pianura ci si avvia verso la collina segnata da colture di frutteti e vigneti, queste sono le terre del Sangiovese e vini di nicchia come la Cagnina. Per gli amanti del buon vino è possibile seguire le indicazioni della strada del vino e fermarsi per qualche assaggio. Giunti a Riolo Terme, chi vuole affacciarsi dalle sue vecchie mura prospicenti alla Rocca Sforzesca per godere del panorama sottostante lo può fare, può fare visita al parco termale, fare un bagno nelle acque salsobromoiodiche e godere della zona benessere. Ripreso il viaggio, la strada prosegue sinuosa e dolce in direzione di Casola Valsenio, (questo è il paese delle erbe). Gli appassionati possono visitare il giardino officinale che si incontra sulla strada della lavanda, oppure Casa Oriani in località il Cardello e gli scavi archeologici alla chiesa di Valsenio. Siete giunti ad una altitudine di circa 300mt sul l.d.m. e, lasciando Casola, la strada comincia a divenire un poco più tortuosa. Gradualmente, salendo, comincia a penetrare le colline circostanti che si innalzano lussureggianti di vegetazione. Il paesaggio è veramente rilassante, il verde del bosco fa contrasto con il cielo azzurro e lungo la via si incontrano chiesette, tabernacoli, agriturismi e ristoranti. La prossima meta è Palazzuolo sul senio che dista 16 km da Casola. Una volta raggiunta la frazione “Misileo” si incontra il cartello che stabilisce il passaggio da regione a regione e provincia, ora siamo in quelli di Toscana, in prov. di Firenze, nella parte montana del Mugello. Sembra una magia, ma appena varcato il confine regionale si percepisce immediatamente il cambio di clima, sembra una barzelletta… ma è solo verità, quando guidate tenete un braccio fuori dal finestrino e ve ne accorgerete. Siamo alle porte della vera montagna e due ristoranti, uno di vecchissima data “Il Castagno” e l’altro “Da Maz”, offrono prodotti locali e stagionali ai visitatori in sosta. Mancano 6-7 km e poi si giunge a Palazzuolo. Lungo la strada si notano accatastamenti di legname da ardere, belle case in pietra e lo scorcio della bellissima Abbazia Vallombrosana di Badia di Susinana, che merita una sosta. Per accedervi vi sono 2 modalità: 1- con la propria autovettura seguire le indicazioni di ingresso all’Azienda Agrituristica di Badia di Susinana e poi voltare a dx dopo gli uffici, 2- lasciare la macchina lungo la strada provinciale e percorrere a piedi la vecchia strada che permette di attraversare il vecchio ponte in pietra e salire la stradina a massicciata che si snoda sotto alla mura. Giunti al piccolo borgo della Badia e dopo averlo percorso a piedi e, dopo avere goduto della vista sul fiume e sul vecchio mulino, entrate nella chiesetta, piccola, ma veramente carina che ospita manufatti della famiglia Chini (se doveste trovarla chiusa potete suonare il campanello della canonica, dove abitano 2 Padri Vallombrosani che, gentilmente, se non impegnati in altre mansioni, saranno lieti di farvi visitare oltre che la chiesa, anche l’Abbazia e vi narreranno la sua storia). Questa era la terra di Maghinardo Pagani, Il Lioncel dal nido bianco ecc. ecc. menzionato da Dante nella Divina Commedia. Era il padrone di immensi patrimoni in terre di Romagna, Ghibellino di nascita ma Guelfo di adozione. La storia medievale di questa zona è veramente bella, Maghinardo, la Cia degli Ubaldini, la famiglia Ubaldini, Federico il Barbarossa ecc. ecc., infatti nel mese di luglio, il gruppo storico Oste Ghibellina da 20 anni a questa parte ha organizzato delle manifestazioni medievali, trattando la storia locale, manifestazioni di rara bellezza. Dopo questa sosta e, percorsi i pochi km che vi separano da Palazzuolo, giungete al paesello…, piccolo, una bomboniera a quasi 500mt di altitudine. L’aria è tersa, pizzichina, una leggera brezza lo avvolge e accarezza chi lo attraversa, qui è insediata una comunità di circa 1000 anime. In loco la vita viene scansionata da ritmi più lenti che in città e il paese è fornito di ogni servizio: posta, medico, chiesa, carabinieri, uff. informazioni, 2 musei, comune, alcuni negozi di vario genere, ristoranti, alberghi, agriturismi e B&B e affittacamere. Questo paese, da molti è definito la piccola Svizzera dell’Appennino. Per chi ha disponibilità di tempo, passarvi una notte o due non sarebbe male e, magari, in stagione scoprire i suoi numerosi percorsi per trekking, montainbike, a cavallo, giocare a tennis, fare un bagno nella piccola ma accogliente piscina pubblica, giocare una partita al mini golf o gustare un ottimo piatto locale. Tutti i ristoranti presentano menù variegati e stagionali, ricchi di piatti sia toscani che romagnoli, grazie alla cultura della terra di confine. Oltre che ad alcuni alberghi situati in paese, per gli amanti della natura, sono disponibili vari B&B. Uno di questi è il “Ca’ Scheta”, situato in altezza sopra al paese a 750mt a terrazzamento sulla vallata, un luogo da fiaba come il suo logo. Il B&B nasce all’interno di una vecchia dimora del 1600, è contornato da prati, boschi e tanti sentieri per praticare trekking. L’interno è curato e accogliente, l’esterno pieno di fiori con attrezzature dedicate al relax. Da questa posizione è possibile raggiungere la chiesa di Lozzole, monumento recuperato, che domina la valle. E’ giunto il momento di lasciare questo paradiso per attraversare l’Appennino. Si seguono le indicazioni e ci si immette sulla S.P. 477, una strada tutta in salita che si snoda fra castagneti e boschi di faggio, una strada panoramica che porta in vetta al passo della Sambuca a 1080mt, passo che taglia di netto il monte Carzolano alto 1180mt. . Da quì si scende verso il ponte del Rovigo, si oltrepassa Prato all’Albero (zona demaniale attrezzata per la sosta, il pic-nic e un percorso vita. Un punto speciale per affrontare una bellissima passeggiata di 3 ore e giungere in vetta ad un cucuzzolo per scoprire un piccolissimo borgo medievale, quasi dimenticato dal mondo e da Dio, dove vivono ancora una decina di persone “Casetta di Tiara”, un luogo dove il tempo si è fermato, ma dove si trova anche un ristorante: “da Sonia”, dove la patata di montagna è la regina della tavola, un luogo rammentato dal poeta Dino Campana nei suoi Canti Orfici. Ora si scende al passo più basso, la Colla di Casaglia e proseguendo sulla dx si giunge in circa 20′ a Borgo San Lorenzo, rinomato per le manifatture Chini. Da qui, per giungere al casello autostradale di Barberino del Mugello si prosegue sulla circonvallazione di dx, si oltrepassa S. Pier a Sieve e attraversando la vallata, avendo tempo a disposizione si possono visitare alcune ville Medicee, una di queste è il Castello di Cafaggiolo (residenza di caccia dei Medici), oppure per gli amanti della velocità è possibile fare visita all’autodromo del Mugello. Proseguendo il percorso, all’improvviso ci si trova sul lago di Bilancino, da dove, volendo, è possibile percorrerne tutto il perimetro e magari, tempo permettendo, farvi un bagno. Giunti in prossimità di Barberino per gli amanti dello sconto ecco affacciarsi in bellavista l’outlet. Da lì, a poco, si giunge al casello autostradale, da dove in un’ora si raggiunge la costa della Versilia. Strada facendo sono consigliate alcune soste come a Montecatini Alto, Lucca ecc., ma per vedere tutte queste meraviglie toscane serve programmare un altro tour.
A tutti un buon viaggio e splendido soggiorno.

About admin

Mi chiamo Paola e sono la proprietaria del B&B Ca' Scheta. Mi piace ospitare e comunicare ed è per questa ragione che ho aperto la mia casa a chi vuole trascorrere belle giornate nel territorio del Mugello a Palazzuolo sul Senio. Sono sempre a disposizione dei miei ospiti per coccolarli, informarli e accudirli. I locali della casa sono tutti a disposizione degli ospiti e sono curati nei minimi particolari. Amo il confort e cerco di trasmetterlo anche a chi mi viene a fare visita.
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